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Marcegaglia: «Politica disattenta all'economia reale in un 2010 ancora difficile»

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«Il dibattito politico è incentrato sul caos delle liste, sui conflitti su maggioranza e opposizione, tra magistratura e politica, mentre c'è grande disattenzione sui temi dell'economia, del benessere, della crescita dei nostri lavoratori». È la denuncia della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intevenuta a Bergamo ad un convegno dedicato a formazione, competitività delle imprese e fondi interprofessionali. Dopo gli applausi della platea ha aggiunto, quasi con rammarico, che «spesso nel Paese non c'è consapevolezza per lo sforzo enorme che le aziende sono chiamate a fare, perché noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma siamo anche stanchi di vedere un paese che non ci segue, che non comprende il nostro sforzo».

Sul fronte dell'occupazione il 2010 «sarà ancora un anno complicato, è necessario agire e cambiare passo» ha detto ancora la presidente di Confindustria: «Noi chiediamo che ci sia un'attenzione forte su ricerca, innovazione, infrastrutture, ammortizzatori sociali perché è venuto il momento di fare politiche più forti», ha aggiunto. «Sull'ultimo dato del debito pubblico che è tornato a crescere – ha detto ancora Marcegaglia – è un dato però sul quale bisogna riflettere. Io credo che la politica di rigore che il Governo ha tenuto fino ad adesso ha evitato che l'Italia possa essere tra quei paesi cosiddetti Pigs. Certamente noi pensiamo che adesso con maggior forza bisogna fare una politica di rigore, quindi soprattutto di taglio della spesa pubblica improduttiva. Noi pensiamo che ce ne sia ancora tanta sulla quale lavorare».

Non è vero che Confindustria «chiede solo aiuti e incentivi» ha aggiunto la Marcegaglia. Anzi la presidente dell'associazione imprenditori ha sottolineato «l'impegno vero e forte» che contraddistingue le imprese. «Perchè se c'è stato un paese nel quale non c'è stato alcun pacchetto di stimoli, anche perchè i nostri conti pubblici non lo permettevano, è l'Italia». Emma Marcegaglia rivendica il fatto che Confindustria ha avuto un grande senso di responsabilità. Noi come Confindustria abbiamo solo ottenuto, assieme ai sindacati, uno stanziamento importante sugli ammortizzatori sociali, abbiamo poi chiesto poche cose sul credito, qualche piccolo supporto a chi di noi continua a investire».

Concludendo il suo intervento Marcegaglia, ricordando che quest'anno è il centenario di Confindustria, ha annunciato il lancio di un progetto che riguarda cento giovani: «Prenderemo cento giovani, li formeremo all'interno delle nostre aziende e li manderemo anche presso le nostre filiali all'estero». Anche con questa iniziativa «cerchiamo di dare un contributo serio per contrastare la disoccupazione giovanile che è una delle piaghe maggiori del nostro Paese».

Il convegno di Bergamo, dedicato in particolare al ruolo dei fondi interprofessionali, si era aperto con le relazioni di Giorgio Fossa e Renato Cuselli, presidenti rispettivamente di Fondimpresa e Fondirigenti, ed è proseguito con una tavola rotonda, introdotta dal vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei e coordinata dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta, dove sono intervenuti, fra gli altri, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, il presidente di Federmanager Giorgio Ambrogioni e il professor Michele Tiraboschi dell'università di Modena. (IL SOLE 24ORE)